Consiglio

Bibbiena, tra burocrazia e urgenze sociali: il nido “Ambarabà” al centro del Consiglio

Il 10 febbraio la sala consiliare di via Berni tornerà a essere il luogo in cui si misura la distanza tra l’ordinaria amministrazione e le emergenze reali della comunità. Da un lato una seduta ordinaria, segnata da atti formali e adempimenti di routine; dall’altro un Consiglio comunale straordinario aperto, convocato per affrontare una vicenda che da mesi pesa sulle famiglie di Bibbiena: la chiusura del nido d’infanzia “Ambarabà”.

Alle 18:30 si aprirà la seduta ordinaria, dedicata a variazioni di bilancio, ratifiche di giunta e regolamenti sulla polizia locale. Ma tra i numerosi punti all’ordine del giorno manca un tassello fondamentale: la deliberazione sul regolamento dello streaming. Nonostante i solleciti della minoranza, la delibera, pronta dal luglio 2025, resta nel cassetto, mentre la sala consiliare è già tecnologicamente adeguata da aprile dello stesso anno, grazie a un investimento di oltre 85.000 euro dei fondi PNRR. È accettabile che un investimento così ingente per la trasparenza resti "congelato" mentre la tecnologia necessaria è già installata e pagata?

È però alle 20:00 che l’attenzione si sposterà sul tema più sensibile della serata, con il Consiglio comunale straordinario in forma aperta, una seduta ottenuta grazie alla ferma iniziativa dei consiglieri di minoranza Rossi, Canaccini, Gori, Mancianti e Piantini. Si tratterà di un Consiglio Comunale "aperto", uno strumento di democrazia diretta che permette non solo di assistere, ma di dare finalmente voce ai cittadini, alle associazioni e alle famiglie. Abbiamo lottato per questa convocazione perché crediamo che il confronto pubblico sia l'unica via per affrontare la drammatica situazione del Nido d'infanzia comunale "Ambarabà".

La struttura è sotto sequestro giudiziario dal 13 novembre 2025 a seguito di un evento tragico, e da allora decine di famiglie vivono in un limbo di incertezza, private di un servizio educativo e sociale fondamentale. Come minoranza abbiamo denunciato la mancanza di misure di supporto strutturate e l'assenza di un dialogo trasparente tra Comune e istituzioni. Nonostante le nostre proposte per bonus babysitter o l'individuazione di spazi alternativi siano state inizialmente ignorate, abbiamo lavorato autonomamente per presentare soluzioni concrete, come l’installazione di moduli prefabbricati ad uso educativo che potrebbero garantire la ripresa del servizio in tempi brevi.

Questo Consiglio aperto è fondamentale perché riporta il tema all'interno di un percorso istituzionale trasparente, sottraendolo al silenzio che alimenta solo sfiducia e disorientamento. È l'occasione per i genitori di esprimere direttamente le proprie difficoltà e per l'amministrazione di assumersi le proprie responsabilità davanti alla cittadinanza.
Un’occasione per i cittadini di non essere solo spettatori, ma protagonisti della vita politica della propria comunità.


Consiglio ordinario, Consiglio aperto e Question Time

Ricordiamo che, sebbene le sedute consiliari siano sempre pubbliche e aperte a chiunque voglia ascoltare, solo nella forma del "Consiglio aperto" la parola passa ai cittadini.

Il Consiglio Comunale ordinario permette infatti ai cittadini di assistere ai lavori ma senza diritto di parola. Diverso è il Consiglio aperto, previsto dall’articolo 28 del Regolamento, che trasforma l’aula in un luogo di confronto diretto tra amministratori e cittadini. Qui cittadini, comitati e soggetti interessati possono esprimere esigenze e proposte sulle tematiche all’Ordine del Giorno, in un dialogo trasparente con l’amministrazione. Le proposte emerse dovranno poi essere formalizzate in una seduta successiva, poiché il Consiglio aperto ha carattere non deliberativo.

In aggiunta, l’ordinamento comunale prevede il “Question Time”: venti minuti all’inizio di ogni seduta in cui i residenti iscritti possono porre domande su temi di interesse generale, ricevendo risposte concise dagli amministratori.

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