Consiglio

Politiche Sociali a Bibbiena: 5 fatti che meritano attenzione

Il Consiglio Comunale del 1° luglio ha riportato alla luce una serie di criticità che riguardano i servizi sociali nel Comune di Bibbiena.

Ecco 5 elementi concreti su cui riflettere:

  • Il Centro Diurno per persone con disabilità è ancora chiuso.
  • Mancano servizi dedicati agli anziani non autosufficenti con Alzheimer.
  • Il Comune non rispetta il numero minimo di assistenti sociali previsto dalla legge.
  • L’Amministrazione in passato ha chiesto di guidare l’Ambito Territoriale senza avere le risorse adeguate, e nonostante questo nel corso del tempo non ha fatto niente per implementarle.
  • Il dibattito in aula è degenerato in attacchi personali, impedendo una risposta nel merito.

Dietro ogni punto di questa lista ci sono storie vere. Persone reali, con nomi, volti, e bisogni che non possono più essere ignorati.

Ma cosa significa tutto questo per chi vive a Bibbiena? Proviamo a raccontarlo.

Un centro ancora chiuso, e tante domande inevase

Durante il Consiglio del 1° luglio siamo tornati a chiedere perché il Centro Diurno per persone con disabilità è ancora chiuso?

Non si tratta di una novità. Lista di Comunità lo chiede da mesi e qui potete leggere gli ultimi aggiornamenti in merito(link all’articolo), insieme ad altre questioni mai risolte: l’assenza di servizi per anziani non autosufficenti con Alzheimer e la preoccupante carenza di organico nell’Ufficio Sociale del Comune.

Proprio da qui siamo ripartiti con le questioni successive.

Una sola assistente sociale per oltre 12.000 abitanti. Chi si prende cura dei più fragili?

Secondo la normativa nazionale, dovrebbe esserci 1 assistente sociale ogni 4.000 abitanti. A Bibbiena ce n’è una sola.

La situazione è ormai insostenibile: un solo assistente sociale si trova a gestire le esigenze di un intero Comune, senza il supporto necessario, con i risultati che ben possiamo immaginare.

È qualcosa che riguarda tutti noi. Perché prima o poi, tutti possiamo avere bisogno di un sostegno: una malattia, un genitore anziano, una difficoltà improvvisa. E quando quel giorno arriva, un cittadino ha diritto di vedere quel bisogno accolto.

Da mesi si assiste a un continuo rimpallo di responsabilità tra il Comune e l’Unione dei Comuni. Ma mentre le istituzioni si accusano a vicenda, i cittadini restano senza risposte concrete e  si lascia un’unica assistente sociale a gestire un carico insostenibile con forte rischio di burn out.

La domanda è semplice: mentre cerchiamo un colpevole, chi si sta prendendo cura della comunità?

L’interrogazione, condotta dalla Consigliera Marta Manciati, era partita con una considerazione preliminare:  le nostre critiche non sono rivolte al personale, che anzi sta cercando con grande professionalità e dedizione di sopperire alle mancanze dell’Amministrazione. La Consigliera Mancianti lo ha ribadito chiaramente, prima di incalzare la Giunta facendo riferimento anche alle interrogazioni precedenti, sia scritte che discusse in aula, a partire da quella del novembre 2024.

Il Comune voleva guidare l’intero Casentino. Ma era pronto? E oggi lo sarebbe?

Nel luglio 2024, il Comune di Bibbiena si è proposto come nuovo ente capofila dell’Ambito Territoriale Sociale del Casentino. Una candidatura respinta dagli altri Comuni.

Proporre di guidare l’intero Ambito Sociale del Casentino, pur avendo un organico così ridotto, solleva dubbi sulla consapevolezza delle sfide che questo compito comporta. Bisogna infatti avere una struttura idonea a livello di personale e di competenze da un punto di vista politico, requisiti che l’Amministrazione ha dimostrato ampiamente di non avere.

Il confronto in aula: apertura dell’Assessore, tensione col Sindaco

Nonostante i toni accesi, il confronto con l’Assessore Frenos si è mantenuto sul merito.
Ha riconosciuto in primis che non si trattava di attacchi condotti contro il personale e accettato la proposta di convocare una Commissione tematica sul sociale. Una buona notizia!

Ma proprio quando il dibattito sembrava farsi costruttivo, è intervenuto il Sindaco Vagnoli deviando il dibattito su toni poco istituzionali.

Viene da chiedersi: sottrarsi al confronto e scadere negli attacchi personali aiuta davvero la comunità, oppure non sarebbe più utile fermarsi a ragionare insieme su come migliorare i servizi per i cittadini?

Accuse personali e zero risposte sui contenuti

Il Sindaco ha accusato la Consigliera Mancianti di “strumentalizzare” situazioni personali di dipendenti comunali, sostenendo “non avete mai parlato di sociale e adesso venite a fare le interrogazioni”.

Un’affermazione assurda e facilmente smentibile: Lista di Comunità ha sollevato questi temi fin dall’inizio del mandato, dopo averne fatto il centro della propria campagna elettorale.

Ma soprattutto: queste accuse hanno distolto l’attenzione dalle domande centrali:

  • Come mai il Centro Diurno è ancora chiuso?
  • Cosa si sta facendo per risolvere la carenza di personale?
  • Quali sono i progetti per i cittadini fragili?

Nessuna risposta, solo rabbia e rimpalli di responsabilità. E mentre chi dovrebbe dare risposte fa l’offeso, chi ha bisogno di aiuto... continua ad aspettare.

Il punto più grave: impedire la replica

Quando la Consigliera ha chiesto di rispondere alle affermazioni del Sindaco, le è stata tolta la parola dal Presidente del Consiglio, che ha chiuso il punto all’ordine del giorno.

Un atto che solleva interrogativi sulla parità democratica nel confronto.

Anche perché il Sindaco, poco prima, aveva lanciato accuse molto gravi all’Unione dei Comuni, sostenendo che se i servizi non funzionano è colpa di quest’ultima e parlando addirittura di ritardi di 15-16 anni nelle rendicontazioni.

Dove sono le prove di queste affermazioni?

Se esistono, è giusto renderle pubbliche, anche perché si parla di inefficienze gravissime e da sanzionare. Altrimenti, rischiamo di confondere la discussione con dichiarazioni vaghe, utili solo a spostare l’attenzione dalle responsabilità locali.

Una domanda finale (e legittima)

Nel momento più acceso del confronto, il Sindaco ha di nuovo alzato la voce: “Mi volete dire che il sociale a Bibbiena non è amministrato bene?!”

A questa domanda, rispondiamo con onestà: Purtroppo no.

Le politiche sociali, a oggi, non sembrano davvero essere una vera priorità per l’Amministrazione di Bibbiena.

E viene da chiedersi se il problema non sia solo una questione di scelte politiche, ma anche di lungimiranza, consapevolezza dell'importanza di questo settore e – forse – conoscenza adeguata della materia.

potrebbe interessarti anche...

Rimani sempre aggiornat*!

Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie e gli aggiornamenti direttamente nella tua casella di posta.

Grazie per esserti iscritt*!
Oops! Qualcosa non ha funzionato! Riprova tra poco o contattaci via mail!