
Consiglio
Un Comune di 12.000 abitanti senza un solo assistente sociale. Una famiglia vittima di un’esplosione abbandonata a sé stessa. Questa non è sfortuna: è il cinismo di chi ha ignorato un anno e mezzo di allarmi.
Se cercate il fallimento della Giunta Vagnoli, è tutto qui.
C’è un limite oltre il quale la propaganda e le rassicurazioni da aula consiliare si scontrano con la realtà brutale dei fatti. Quel limite è stato superato giovedì scorso, quando l’esplosione del furgone in Viale Michelangelo che ha reso inagibile un appartamento ha lasciato una famiglia in mezzo alla strada. Oggi quella famiglia è ancora senza una soluzione abitativa dignitosa. Perché? La risposta è semplice quanto agghiacciante: il Comune di Bibbiena non ha più assistenti sociali.
Com’è possibile che un Comune di 12.000 abitanti si trovi in questa condizione di totale paralisi? Non è sfortuna, è incapacità politica. Per un anno e mezzo, come opposizione, abbiamo incalzato il Sindaco con interrogazioni puntuali. La risposta? Un mix di arroganza, negazione della realtà e bugie tecniche.
Ripercorriamo la “cronaca di un disastro annunciato” documentata dalle nostre interrogazioni:
- Ottobre 2024: Segnaliamo che il Comune ha una sola assistente sociale di ruolo, oltre a un’altra che svolge un ruolo “sovracomunale”, occupandosi dei progetti di contrasto alla povertà per tutti i Comuni del Casentino, nonostante la legge sui livelli essenziale delle prestazioni sociali (LEPS) preveda un rapporto di 1 assistente sociale ogni 4.000 abitanti. La risposta? "Stiamo vagliando soluzioni".
- Novembre 2024: L’Assessore Frenos promette l’assunzione di due assistenti sociali in pianta stabile, per il solo Comune di Bibbiena, entro aprile 2025, parlando di fondi SIOSS e incastri di bilancio. Solo parole al vento.
- Febbraio 2025: L’assistente sociale responsabile dei progetti di contrasto alla povertà se ne va. Bibbiena resta con un’unica professionista, schiacciata da un carico di lavoro insostenibile.
- Luglio 2025: Denunciamo l’enorme carico di lavoro dell’ultima assistente sociale rimasta, preoccupandoci che possa portare a una condizione di burnout, oltre che a carenze sulle prese in carico dei bisogni. L’amministrazione scuote il capo e scarica la colpa delle mancate assunzioni sull’Unione dei Comuni, salvo poi l’amara scoperta, tramite un nostro accesso agli atti, che basandosi sulla pianta organica il Comune avrebbe potuto e dovuto assumere in autonomia già da tempo.
- Settembre 2025: In Commissione Sociale, di cui avevamo chiesto la convocazione già a luglio, ci assicurano che il concorso sarà fatto "insieme" all'Unione dei Comuni per velocizzare i tempi. Un’altra bugia: il concorso, scopriamo ad ottobre, è stato fatto senza l’adesione del Comune di Bibbiena, costringendolo ora a lungaggini burocratiche per attingere alla graduatoria.
- Febbraio 2026: L’ultima assistente sociale rimasta ha preferito il demansionamento e la conseguente perdita economica pur di andarsene. Un segnale inequivocabile del clima e delle condizioni di lavoro in cui questa amministrazione costringe i propri dipendenti.
Nonostante tutti i nostri avvertimenti, nel Consiglio Comunale del 10 febbraio l’Assessore Frenos parla di questa situazione come di “un fulmine a ciel sereno”, promettendo l’arrivo di una nuova assistente sociale per il 2 marzo.
Nel frattempo, chi sta gestendo le prese incarico? Chi risponde alle urgenze dei minori, degli anziani, delle famiglie fragili? La risposta la vediamo nel silenzio assordante che circonda la famiglia vittima dell’esplosione di giovedì scorso. Senza una figura che attivi i protocolli, di emergenza e non, i cittadini sono soli.
La Giunta si assuma la responsabilità di aver lasciato il Comune di Bibbiena scoperto, vulnerabile e senza un sostegno per i più fragili. Non è più tempo di "sperare che non succeda niente", da sempre la loro politica: il peggio è già successo. Non ci sono assistenti sociali. Non c’è la garanzia dei livelli minimi di assistenza. C’è solo il vuoto pneumatico di un’amministrazione che ha passato diciotto mesi a raccontarci favole mentre il servizio sociale crollava a pezzi.
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