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TARI 2026: cosa cambia

In questi giorni in molti ci avete contattato, sorpresi o preoccupati per le prime bollette TARI che stanno arrivando nelle cassette delle lettere. È il segnale che qualcosa è cambiato, e vale la pena spiegarlo con chiarezza.

Nel Consiglio Comunale del 30 aprile scorso è stato approvato il nuovo Regolamento TARI, che introduce alcune modifiche concrete nel modo in cui il tributo sui rifiuti viene calcolato e pagato. Ve ne illustriamo i punti principali.

Da tre rate a due: meno flessibilità e meno trasparenza

La modifica che ci preoccupa di più riguarda il numero delle rate. Fino ad oggi la TARI veniva pagata in tre rate, distribuite nei mesi di giugno, settembre e dicembre. Con il nuovo regolamento si passa a due sole rate: un acconto entro il 31 maggio e un saldo entro il 30 novembre.

La Legge di Bilancio 2026, approvata lo scorso 30 dicembre, ha infatti stabilito in modo stabile — non come semplice proroga annuale — che i Comuni devono approvare il Piano Economico Finanziario (PEF) e le relative tariffe TARI entro il 31 luglio di ogni anno, e non più entro il 30 aprile come avveniva in precedenza. Non essendo più possibile conoscere le tariffe definitive in primavera, la prima bolletta — quella di maggio/giugno — conterrà solo un acconto calcolato sulle tariffe dell'anno precedente. Il cittadino scoprirà l'importo reale dovuto solo con la seconda bolletta, quella di novembre, che fungerà da conguaglio sull'intero anno.

In altre parole: si riceve una prima bolletta senza conoscere il totale definitivo, e ci si trova poi a pagare il saldo a fine novembre con poco preavviso sull'importo reale. Passare da tre a due rate riduce già di per sé la possibilità di dilazionare la spesa nel corso dell'anno. L'impossibilità di conoscere in anticipo il totale dovuto aggiunge un ulteriore elemento di incertezza, soprattutto per le famiglie con redditi bassi o discontinui. È una modifica che abbiamo contestato in sede di voto, e che continueremo a monitorare nei suoi effetti concreti sui cittadini.

Solo per il 2026, peraltro, le scadenze sono in deroga: acconto il 30 giugno e saldo il 1° dicembre.

Cosa accogliamo con favore

Non tutto il nuovo regolamento va nella direzione sbagliata. Registriamo con soddisfazione l'introduzione del pagamento tramite PagoPA e della domiciliazione bancaria (RID), su richiesta del contribuente. Sono misure che vanno nella direzione della semplificazione e della digitalizzazione dei pagamenti pubblici — una battaglia che come gruppo consiliare avevamo già portato in Consiglio Comunale circa un anno fa con un'apposita mozione.

Le altre novità in breve

Il regolamento chiarisce anche altri aspetti:

  • Il numero degli occupanti di un'utenza domestica (che determina in parte il calcolo della tassa) verrà fissato sulla base dei dati anagrafici al 1° gennaio di ogni anno, e non più alla data di formazione degli avvisi. Le variazioni in corso d'anno avranno effetto dall'anno successivo.
  • Non sarà dovuto alcun versamento se l'importo annuale è inferiore a 12 euro, e non si procederà a rimborsi sotto la stessa soglia.

Il bonus sociale rifiuti

Una novità positiva che arriva dalla normativa nazionale: chi ha un ISEE pari o inferiore a 9.530 euro (o 20.000 euro per nuclei familiari con almeno 4 figli a carico) ha diritto a uno sconto del 25% sulla TARI. Il bonus viene applicato automaticamente nella prima bolletta utile del 2026, senza bisogno di fare domanda.

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