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L’inganno della media statistica: perché per salvare i negozi di Bibbiena serve una mappa del territorio

Negli ultimi vent'anni, la desertificazione commerciale ha cambiato il volto di tantissimi piccoli comuni italiani. Eppure, le esperienze più innovative a livello nazionale — dai borghi della Toscana diffusa fino ai modelli di welfare commerciale in alta montagna — dimostrano che invertire la rotta è possibile. Ma per farlo serve una condizione iniziale imprescindibile: conoscere la realtà per quella che è, senza nascondersi dietro ai numeri generali.

È proprio da questa consapevolezza che nasce la mozione che abbiamo depositato come Lista di Comunità. Vogliamo accendere un faro su un paradosso burocratico che sta penalizzando i commercianti del Centro Storico di Bibbiena, di Soci e delle nostre località minori, escludendoli ingiustamente dai finanziamenti regionali.

Il paradosso di Bibbiena: se la statistica cancella la realtà

Nel febbraio 2025, la Regione Toscana ha varato una legge importantissima, la L.R. n. 11/2025 ("Valorizzazione della Toscana diffusa"), stanziando i primi fondi a fondo perduto per sostenere i negozi di vicinato. Per assegnare queste risorse è stato utilizzato l'IDC (Indice di Desertificazione Commerciale).

Sulla carta, il Comune di Bibbiena ha ottenuto un punteggio di 4,7, che lo posiziona in una fascia di relativa "abbondanza commerciale". Ma questo dato descrive la realtà che viviamo ogni giorno? No.

Il calcolo regionale, essendo parametrato sull'intero territorio comunale, subisce una pesante distorsione statistica:

  • Bibbiena Stazione funziona da polo di attrazione per l'intero comune e non solo, concentrando centri commerciali, quattro supermercati e numerose attività di vicinato.
  • Bibbiena Centro Storico e Soci, al contrario, vivono una progressiva e conclamata desertificazione, fatta di saracinesche abbassate, fragilità generazionale e una progressiva perdita di servizi essenziali.

L'abbondanza di Bibbiena Stazione finisce così per "compensare" e mascherare la desertificazione delle altre frazioni. Il risultato? I piccoli negozianti del Centro Storico, di Soci e delle aree limitrofe, pur avendo tutti i requisiti sostanziali di fragilità, si vedono scavalcare in graduatoria e restano senza aiuti a causa di un indice troppo generico.

La nostra proposta: perimetrare per proteggere

Non possiamo curare una malattia se usiamo il termometro sulla persona sbagliata. La scelta di calcolare l'indice a livello comunale è una decisione metodologica della Regione, non un vincolo della statistica ISTAT (che ha già i dati granulari per le singole sezioni di censimento e i nuclei abitati).

Con la nostra mozione impegniamo il Sindaco e la Giunta a fare tre passi concreti per cambiare le regole del gioco:

  1. Fotografare la realtà (I Dati Disaggregati): Chiediamo agli uffici comunali di mappare ogni singolo centro abitato, contando le attività attive, le aperture e chiusure negli ultimi 5 anni e verificando la presenza o l'assenza di servizi essenziali.
  2. Istituire le "Zone di Prossimità Commerciale Fragile": Attraverso una delibera di Giunta, vogliamo perimetrare ufficialmente le aree a rischio del nostro comune. Questa "zonazione" ci permetterà di dire, dati alla mano, dove si concentrano i veri bisogni e quali siano.
  3. Portare la voce di Bibbiena in Regione: Chiediamo che l'amministrazione invii un'istanza formale a Firenze per pretendere che nei prossimi bandi l'Indice di Desertificazione sia calcolato su base sub-comunale e che si apra un tavolo tecnico con gli altri comuni che vivono la nostra stessa situazione.

Il primo passo verso soluzioni su misura

Qualcuno potrebbe chiedersi: perché concentrarsi oggi su una mozione così tecnica e legata ai dati?

La risposta è semplice: non esistono soluzioni uniche per problemi diversi. Le esigenze di un commerciante del Centro Storico di Bibbiena non sono le stesse di chi opera a Soci o a Bibbiena Stazione.

Ottenere la zonazione del territorio comunale è il pilastro su cui costruiremo il futuro del commercio locale, dello sviluppo e della ripresa dei nostri paesi. Solo quando avremo definito ufficialmente i confini delle aree fragili potremo avanzare proposte specifiche, mirate ed efficaci: che si tratti di Zone Economiche Speciali, azzeramento della TARI per le startup di vicinato, di accordi per affitti calmierati nei locali sfitti o di progetti pilota per trasformare le ultime botteghe in "hub di servizi".

Per difendere i nostri paesi dobbiamo partire dal contesto giusto. Noi abbiamo cominciato a farlo.

Scarica e leggi la Mozione

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