
Opinioni
Che l’ex Convento di San Lorenzo debba essere recuperato e restituito alla vita della nostra città è un punto fermo su cui tutta la comunità di Bibbiena concorda da tempo. Sono trascorsi ormai diciannove anni da quando l’immobile è entrato a far parte del patrimonio comunale, ma ciò che come Lista di Comunità riteniamo difficile da accettare è che questa Amministrazione, dopo diciassette anni continui alla guida del Comune, si ripresenti oggi con una proposta fragile nei numeri, estranea alla storia del territorio e carente nella sua visione d'insieme.
C’è un fatto che occorre premettere: le nostre proposte di riuso sociale e pubblico non nascono a tavolino, ma provengono dai primissimi incontri che abbiamo organizzato direttamente con i cittadini e con le realtà associative locali. Non solo: sono le stesse identiche istanze riemerse con forza durante l'ultimo percorso partecipativo promosso dal Comune.
Durante il lavoro nei tre tavoli del sabato, in ben due gruppi le discussioni si sono concentrate sulla necessità prioritaria di spazi sociali e gratuiti: aule studio e luoghi di aggregazione per i giovani, spazi d'incontro e doposcuola, risposte concrete all'emergenza abitativa e una fortissima preoccupazione per l'ipotesi di una gestione interamente privata. Le stesse identiche criticità erano già state sollevate chiaramente nel primo incontro del venerdì.
Eppure, nella restituzione pomeridiana presentata dal Sindaco Vagnoli, di questa voce collettiva non è rimasta alcuna traccia. Le richieste della cittadinanza sono state sbrigativamente sostituite con un'offerta preconfezionata: un hotel con ristorante e spazi previsti unicamente per “giovani maker” orientati alla vendita di prodotti tipici. Affermare che questa proposta “nasca dal dialogo con i cittadini” è una palese mistificazione della realtà. Chi era seduto a quei tavoli lo sa bene.
Il motivo di questa sfasatura è semplice: il progetto era già scritto. La società olandese Grayfield (con sede ad Amsterdam), alla quale la Giunta ha affidato l'incarico, ha applicato a Bibbiena uno schema identico a interventi già realizzati all'estero o in altre aree della Toscana (come il Borgo di Gello). L'esempio di riferimento citato è lo Sweets Hotel di Amsterdam, dove le vecchie casette dei guardiani dei ponti sui canali, una volta automatizzate, sono state convertite in singole camere d'albergo diffuse.
L'ultima fase dello studio per Bibbiena, rinominata emblematicamente “Octopus” (polpo in inglese), prefigura esattamente questa dinamica: la testa della piovra è il Convento di San Lorenzo, mentre i tentacoli si allungano sull'abitato prendendo le case vuote del centro storico per trasformarle in camere d'albergo collegate al complesso principale. Non è stato fatto alcun ascolto del tessuto socio-culturale casentinese: si è presa una matrice esterna e la si è calata a forza sopra la nostra comunità.

Quando il Sindaco sostiene che "nessuna scelta sia stata ancora compiuta", dice una verità parziale. La destinazione d'uso finale non sarà formalmente chiusa, ma il criterio guida è stato blindato dalla Giunta già da mesi.
Con la delibera n. 150 del 9 luglio 2026, l'Amministrazione ha impegnato 18.300 euro (15.000 + IVA) di risorse pubbliche affidando a Grayfield il compito di esplorare usi del convento esclusivamente "ad alto rendimento" e di attivare contatti con potenziali investitori commerciali. Il panel di esperti chiamato a valutare il futuro di San Lorenzo comprendeva operatori alberghieri, analisti finanziari e investitori immobiliari. Nessun rappresentante del settore sociale, del mondo della scuola, dei servizi alla persona o delle politiche abitative.
Inoltre, il percorso di confronto pubblico in quella delibera veniva definito come meramente "opzionale": le sessioni aperte alla cittadinanza sono state annunciate in fretta e furia solo il 19 ottobre, quasi un mese dopo ai primi incontri organizzati come Lista di Comunità sull’argomento. E solo la mattina del 24 ottobre si é scoperto che l’incontro in programma consisteva, appunto, in un tavolo di lavoro.
Va ricordato inoltre che l'attuale proposta ricalca sostanzialmente quella già presentata al Bando pubblico per la selezione di Piani di Sviluppo in aree dismesse o in disuso (dotato di oltre 200 milioni), dal quale il nostro comune è stato escluso con un punteggio fallimentare.
Al di là della non condivisione metodologica, il piano economico presenta delle falle ammesse dagli stessi consulenti. Nello scenario "Pellegrino", gli esperti scrivono chiaramente che una piccola struttura alberghiera da sola non ripagherebbe l'investimento e soffrirebbe nei mesi invernali per mancanza di attrattori. Nello scenario "Octopus", ci si avventura in una speculazione da oltre 10 milioni di euro legata all'incognita di dover coordinare decine di privati e alla speranza di un flusso turistico perenne.
Continuare a inseguire il miraggio del capitale privato "ad alto rendimento" quando persino i consulenti chiamati dall'Amministrazione ci dicono che i conti non tornano significa condannare San Lorenzo all'ennesimo stallo ventennale o spianare la strada alla svendita del nostro patrimonio.
Ma i rischi sull'impatto sociale e commerciale che ci preoccupano si possono racchiudere in questi due:
Il passaggio più rivelatore del documento finale sta nella tabella di analisi strategica. Sotto la voce "Minacce", i progettisti hanno inserito la presenza di "“un atteggiamento chiuso verso le novità a Bibbiena".
Chiunque ponga domande sul futuro del proprio paese o chieda servizi non viene trattato come un cittadino da ascoltare, ma come un "rischio da neutralizzare". Le istanze sociali sono state così modellate per rientrare nella retorica commerciale: gli spazi gratuiti per i giovani sono diventati posti letto e laboratori per "giovani maker", la cultura si è ridotta a mostre da allestire nei bar o nella hall dell'hotel, il bisogno di casa è stato convertito in camere d'albergo. Ciò che genera profitto viene accolto, ciò che è pubblico viene bollato come ostacolo.
Anche la recente apertura del Sindaco sulla possibilità di riservare una porzione della struttura alla fruizione collettiva rimane del tutto vaga. Accogliamo con favore l'intenzione, ma il nodo centrale sta nella mancanza di determinatezza: non esistono dati certi su quanti e quali metri quadri verranno destinati alla comunità, né con quali modalità di gestione. In assenza di parametri quantitativi e funzionali vincolanti, la vocazione pubblica di San Lorenzo rischia di ridursi a una presenza marginale o puramente accessoria. E ad oggi, persino dai successivi comunicati dell'Amministrazione, continuano a non emergere tempistiche certe sulla realizzazione o sulle fasi dell'intervento.
Il primo incontro pubblico è stato convocato di venerdì alle 11:30, in un orario in cui la maggioranza dei cittadini lavora. Vi hanno partecipato tra le 40 e le 50 persone su una popolazione di 12.000 abitanti, in larga parte professionisti o tecnici. I tavoli di lavoro del sabato sono stati invece annunciati come tali solo sul momento: chi è venuto per ascoltare si è ritrovato inconsapevolmente e impreparatamente ad “avere la responsabilità di dare buoni consigli” (citando testualmente uno degli interventi d'apertura).
La restituzione finale del pomeriggio dopo i tavoli non ha minimamente tenuto conto di quanto emerso e si è trasformata in una passerella istituzionale e in una serie di ringraziamenti formali.
La finanza privata speculativa non è l'unica strada percorribile. Le opportunità istituzionali e pubbliche esistono e sono concrete e soprattutto finanziabili, al contrario di chi dice sempre che non ci sono i soldi.
Vogliamo capovolgere la prospettiva dell'Amministrazione: San Lorenzo deve diventare un vero polo sociale e culturale vivo. Immaginiamo aule studio accessibili, spazi gratuiti per l'associazionismo, progetti abitativi per far tornare le famiglie a vivere nel centro storico e una rete di servizi pubblici integrata con il commercio di vicinato.
Dopo quasi vent'anni di annunci a vuoto e progetti insostenibili, Bibbiena merita un progetto pubblico, trasparente e restituito interamente alla sua comunità.
Nelle prossime settimane promuoveremo nuovi incontri pubblici sul territorio per confrontarci sui dettagli tecnici della nostra controproposta e costruire insieme le prossime tappe. Vi terremo costantemente aggiornati sui nostri canali.






Iscriviti alla nostra newsletter per ricevere le ultime notizie e gli aggiornamenti direttamente nella tua casella di posta.